EDU_icon.ai 1

SKINCARE

Vitamina C e retinolo: perché l'etichetta non basta

Come verificare da solo se una formulazione è efficace, e cosa chiedere a chi te la consiglia

Vitamina C e retinolo sono le due parole più usate nello skincare. Ma un principio attivo in etichetta non dice nulla su forma, concentrazione, pH e stabilità: le quattro condizioni che, negli studi, fanno la differenza tra un risultato misurabile e un effetto placebo profumato.

Questa guida ti dà gli strumenti per fare il controllo da solo: cosa guardare in etichetta, cosa dicono davvero gli studi sui brand che consideriamo di riferimento (e cosa no) e le cinque domande da fare a chi ti consiglia un prodotto, chiunque sia.

9 min di lettura • 16 settembre 2026 • Pier Serta

Warning

IMPORTANTE: Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce una consulenza. La scelta di un prodotto topico, la sua concentrazione e la frequenza d'uso dipendono dal tipo di pelle, dalla sua sensibilità, dalla storia clinica e dalla valutazione di un professionista qualificato.

INIZIAMO DAL PERCHÉ

Un principio attivo in etichetta non è una formulazione

Provocazione: la maggior parte dei prodotti che scrivono «vitamina C» o «retinolo» sul flacone non riproduce le condizioni con cui quelle molecole sono state studiate. Non è un'opinione: è ciò che emerge dalla letteratura sulla penetrazione cutanea e sulla stabilità delle formulazioni (1,2,9).

Quando leggi un'etichetta, il nome del principio attivo ti dice solo quale famiglia di molecole è presente. Non ti dice:

    • in quale forma chimica (acido L-ascorbico puro o un suo derivato; retinolo, retinaldeide o un estere)
    • a quale concentrazione e, per la vitamina C, a quale pH
    • se la molecola è ancora attiva quando apri il flacone, o si è già ossidata

Sono tre variabili diverse, e ognuna da sola può azzerare l'efficacia di un prodotto che sulla carta sembra identico a un altro.

Perché proprio queste due? Perché, insieme alla protezione solare, vitamina A e vitamina C sono gli attivi topici con la maggiore quantità di evidenze cliniche sull'invecchiamento cutaneo. I retinoidi sono la classe più studiata per rughe, texture e fotoinvecchiamento (17,18); l'acido L-ascorbico è l'antiossidante con le prove più solide contro i radicali liberi e lo stress ossidativo indotto dai raggi UV (4,6,7).

Nel settore questa triade è nota come regola CSA, vitamina C e SPF di giorno, vitamina A di sera, codificata da Medik8 e adottata da chiunque lavori con le evidenze. Tutto il resto viene dopo; ed è proprio perché queste due funzionano che vale la pena controllare in quale forma le stai comprando.

A COLPO D'OCCHIO

Guida rapida: cosa controllare prima di scegliere

Usa questa tabella come promemoria. Il tuo professionista confermerà forma e concentrazione più adatte alla tua pelle, ai tuoi obiettivi e alla tua storia clinica.

Vitamina CVitamina A
Forma con più evidenzaAcido L-ascorbico puro (1,4,5)Retinaldeide / retinal (11,13,15)
Concentrazione studiata10–20% (1)0,05–0,1% (13,14,15)
Condizione criticapH inferiore a 3,5 (1)Stabilizzazione: protezione da luce e ossigeno (16)
Segnale d'allarmeDerivato generico senza studi clinici; flacone trasparente; colore arancio scuro«Retinolo» senza percentuale dichiarata; principio attivo in fondo all'INCI
Forma con più evidenzaVit. C: Acido L-ascorbico puro (1,4,5)
Vit. A: Retinaldeide / retinal (11,13,15)
Concentrazione studiataVit. C: 10–20% (1)
Vit. A: 0,05–0,1% (13,14,15)
Condizione criticaVit. C: pH inferiore a 3,5 (1)
Vit. A: Stabilizzazione: protezione da luce e ossigeno (16)
Segnale d'allarmeVit. C: Derivato generico senza studi clinici; flacone trasparente; colore arancio scuro
Vit. A: «Retinolo» senza percentuale dichiarata; principio attivo in fondo all'INCI

SPIEGAZIONE DELLA VITAMINA C

Cosa fa davvero la vitamina C, e a quali condizioni

L'acido L-ascorbico è la forma di vitamina C biologicamente attiva nella pelle: antiossidante, cofattore della sintesi di collagene, modulatore della pigmentazione (4,5). Ma perché funzioni applicato sulla pelle servono condizioni precise. L'acido L-ascorbico:

    • penetra nello strato corneo solo se il pH della formulazione è inferiore a 3,5 (1)
    • viene assorbito in misura crescente fino al 20% di concentrazione; oltre, l'assorbimento non aumenta (1)
    • una volta assorbito, mantiene livelli cutanei elevati per diversi giorni (1)
    • non è sostituibile dai derivati testati nello stesso studio (magnesio ascorbil fosfato, ascorbil palmitato, acido deidroascorbico), che non hanno aumentato i livelli di vitamina C nella pelle (1)
    • resta la forma con più evidenza: i derivati più recenti devono essere convertiti in acido ascorbico dalla pelle e per molti di essi le prove cliniche sono limitate (2,3)
    • in una crema al 5% per 6 mesi, in doppio cieco contro placebo, ha migliorato i segni clinici e ultrastrutturali del fotoinvecchiamento (8)

Il problema è che l'acido L-ascorbico in soluzione acquosa si ossida rapidamente: è instabile a luce, aria e calore (2,4). È esattamente qui che una formulazione seria si distingue da un prodotto che ne usa solo il nome.

SPIEGAZIONE DELLA VITAMINA A

Retinolo, retinaldeide, acido retinoico: non sono la stessa cosa

Retinolo

Il retinolo è la forma più diffusa nei cosmetici. Nella pelle deve essere convertito prima in retinaldeide e poi in acido retinoico, la molecola che agisce sui recettori nucleari (16,17). Ogni passaggio riduce la quantità di molecola attiva: per ottenere effetti istologici comparabili a quelli dell'acido retinoico servono concentrazioni molto più alte (10,18). In più il retinolo è instabile a luce e ossigeno, e molti prodotti non dichiarano nemmeno la percentuale (16).

Retinaldeide

La retinaldeide (retinal) è a un solo passaggio enzimatico dall'acido retinoico (11,16). Negli studi clinici, allo 0,05% ha prodotto effetti biologici misurabili sull'epidermide (11), ha migliorato le rughe in modo paragonabile all'acido retinoico allo 0,05% con una tolleranza migliore (13), ha aumentato lo spessore cutaneo misurato con ultrasuoni (14) e, allo 0,05% e allo 0,1%, ha migliorato i segni del fotoinvecchiamento in un trial randomizzato in doppio cieco (15).

Ha inoltre un'attività antibatterica diretta che il retinolo non possiede (20). La sfida è la stabilità: senza incapsulamento si degrada rapidamente (16).

CONFRONTO RAPIDO

Le forme a confronto

Confronto sintetico tra le forme più comuni di vitamina C e di vitamina A ad uso cosmetico. Le valutazioni si riferiscono alla letteratura citata in fondo all'articolo.

CategoriaAcido L-ascorbicoDerivati della vitamina CRetinaldeideRetinolo
Evidenza clinicaAmpia: penetrazione, fotoprotezione, fotoinvecchiamento (1,6,7,8)Limitata e disomogenea; molti derivati senza trial clinici (2,3)Trial controllati su rughe e fotoinvecchiamento; attività antibatterica documentata (13,14,15,20)Studi istologici e clinici, ma potenza molto inferiore all'acido retinoico (10,18)
Condizione per funzionarepH inferiore a 3,5 e concentrazione 10–20% (1)Conversione in acido ascorbico nella pelle (2)Un solo passaggio enzimatico verso l'acido retinoico (11,16)Due passaggi enzimatici prima di agire (16,17)
StabilitàBassa: si ossida con luce, aria e calore; richiede una formulazione dedicata (2,4,6)Più alta: è il loro vantaggio principale (2,3)Bassa senza incapsulamento (16)Bassa: sensibile a luce e ossigeno (16)
TollerabilitàPossibile pizzicore iniziale per il pH basso; adatto alla maggior parte delle pelli (5)Generalmente buonaMigliore dell'acido retinoico, simile al retinolo (12,13)Buona; irritazione possibile alle concentrazioni più alte (10)
Ideale perAntiossidante quotidiano, fotoinvecchiamento, luminositàPelli molto sensibili che non tollerano il pH acidoRughe, texture, fotoinvecchiamento; pelli con imperfezioni (attività antibatterica) (20)Primo approccio alla vitamina A
Attenzione aFlacone trasparente e siero giallo-arancio scuro: si è ossidatoUna percentuale alta non significa efficacia altaVa protetta dalla luce; introdurre con gradualitàPercentuale non dichiarata; «retinolo» in fondo all'INCI

STABILITÀ E FORMULAZIONE

Perché è così difficile formularli bene

Le molecole con più evidenza sono anche le più fragili. L'acido L-ascorbico in acqua si ossida in acido deidroascorbico e perde attività; per restare efficace deve stare in un ambiente acido, protetto da luce e ossigeno, e possibilmente stabilizzato da altri antiossidanti (2,4,6). La retinaldeide e il retinolo sono fotosensibili e si degradano a contatto con l'aria (16).

È il motivo per cui una formulazione efficace costa in ricerca, non in marketing: bisogna dimostrare che la molecola è ancora attiva quando arriva sulla pelle, non solo che era presente al momento della produzione.

Un esempio documentato: aggiungendo lo 0,5% di acido ferulico a una soluzione di acido L-ascorbico al 15% e vitamina E all'1%, la stabilità aumenta e la fotoprotezione raddoppia, da 4 a 8 volte (6). Senza quel lavoro di formulazione, la stessa percentuale in etichetta vale molto meno.

VITAMINA C 20%
Pseudo-prodotto
«Vitamina C 20%»
e poco altro
Siero arancio scuro dopo poche settimane: la percentuale resta, la molecola no.
✕
Forma della molecola
Un derivato, o acido L-ascorbico in acqua senza protezione
✕
pH
Neutro o non dichiarato: la molecola non penetra
✕
Stabilizzazione
Nessun antiossidante di supporto: si ossida in settimane
✕
Concentrazione
«20%» in etichetta, ma di cosa? e quanto ne resta?
✕
Packaging
Flacone trasparente con contagocce: luce e aria a ogni uso
VITAMINA C 20%
Formulazione con evidenze
Stessa etichetta,
cinque condizioni rispettate
La molecola arriva attiva sulla pelle e vi resta per giorni (1).
✓
Forma della molecola
Acido L-ascorbico libero, la forma studiata (1)
✓
pH
Inferiore a 3,5: condizione di penetrazione (1)
✓
Stabilizzazione
Vitamina E + acido ferulico, o formula anidra (2,6)
✓
Concentrazione
10–20% dichiarati e misurabili: oltre non serve (1)
✓
Packaging
Opaco o airless: l'ultimo strato, non il primo (2,4)
Il flacone è l'ultimo strato: quello che tiene attivo l'acido L-ascorbico è la formulazione, a partire da forma e pH. Il segnale che puoi verificare a casa: il siero ossidato vira all'arancio scuro.

COSA DICONO GLI STUDI

Le formulazioni di riferimento: SkinCeuticals per la vitamina C, Medik8 per la retinaldeide

Non tutti i brand sono uguali davanti alla letteratura. In ambito medicale due sono diventati riferimenti, per due strade diverse: uno ha prodotto gli studi sul proprio prodotto, l'altro ha costruito il prodotto sugli studi indipendenti della molecola. Vale la pena capire la differenza, perché per chi compra la seconda strada non è più debole della prima.

SkinCeuticals: il brand che ha fatto gli studi. La sua vitamina C nasce dalle ricerche del gruppo di Sheldon Pinnell alla Duke University, che ha definito le condizioni di penetrazione dell'acido L-ascorbico (pH inferiore a 3,5, 10–20%) (1) e poi la combinazione con vitamina E e acido ferulico (6).

Studi su pelle umana pubblicati su riviste peer-reviewed hanno confermato la protezione dai danni indotti dai raggi UV: eritema, cellule da scottatura, dimeri di timina e marcatori di fotoinvecchiamento (7). Formulazione protetta da brevetto, distribuzione in ambito medicale, e dal 2005 parte del gruppo L'Oréal.

Medik8: il brand che ha reso usabile la molecola con gli studi. La retinaldeide ha una letteratura clinica che non dipende da nessun brand: nasce negli anni Novanta dai gruppi accademici europei, in particolare dalla scuola di Ginevra, che ne hanno documentato gli effetti biologici sull'epidermide (11), l'efficacia sulle rughe confrontabile con l'acido retinoico (13), la tolleranza migliore (12), un'attività antibatterica diretta che il retinolo non ha (20) e, in un trial randomizzato in doppio cieco più recente, i risultati sul fotoinvecchiamento allo 0,05% e allo 0,1% (15).

Per vent'anni, però, la retinaldeide è rimasta una molecola da specialisti: instabile alla luce e all'ossigeno, difficile da formulare (16).

Medik8, fondata da un farmacologo, ne ha fatto il cuore della propria linea di vitamina A e oggi è considerata il riferimento mondiale per la retinaldeide in cosmetica. Il motivo è una soluzione al problema della stabilità costruita su tre livelli.

Il primo è chimico: un complesso stabilizzante che unisce beta-carotene (da olio di semi di carota) e poliaspartato di sodio, con un effetto sinergico contro la degradazione da calore e luce, protetto da brevetto (GB2572694, priorità 2018, concesso 2023). Il secondo è molecolare: la retinaldeide è incapsulata in ciclodestrine, che la isolano nel flacone e la rilasciano gradualmente durante la notte invece che tutta insieme, riducendo il picco di irritazione tipico dei retinoidi. Il terzo è fisico: un tubo airless opaco, che evita il contatto con aria e luce a ogni uso.

Sopra questa base, la linea è costruita come una scala di concentrazioni dichiarate, dallo 0,01% allo 0,24% (Crystal Retinal 1, 3, 6, 10, 24), pensata per salire un gradino alla volta: è, nella pratica, il metodo della gradualità trasformato in un sistema di prodotto.

Nel 2025 L'Oréal ha acquisito la maggioranza di Medik8: lo stesso gruppo che nel 2005 aveva acquisito SkinCeuticals. Un segnale di mercato, non una prova scientifica; ma coerente con le prove.

Dichiarazione di interesse. Dermavision è stata distributrice di Medik8 per la Svizzera fin dai primi anni del brand, fondato nel 2009, e fino al 2018: molto prima del brevetto e dell'ingresso di L'Oréal. Oggi non abbiamo alcun rapporto commerciale con Medik8, e lo consideriamo comunque il riferimento per la retinaldeide: è il modo più semplice per capire che qui si parla di evidenze, non di listino.

Trasparenza: cosa va detto con precisione

    • Gli studi chiave sulla vitamina C di SkinCeuticals sono stati condotti dal gruppo di ricerca che ha fondato il brand (1,6,7): sono revisionati da pari, ma non sono indipendenti. Le conferme indipendenti riguardano il principio (pH, concentrazione, instabilità dei derivati), non il singolo prodotto (2,3).
    • Al contrario, gli studi sulla retinaldeide sono indipendenti da Medik8, ma riguardano la molecola, non il singolo prodotto: i test clinici sul prodotto sono del brand e di dimensioni contenute. Per chi compra, avere la letteratura sulla molecola è la garanzia più solida che esista: non dipende da chi la vende.
    • Il dato «fino a 11 volte più veloce del retinolo» ha una fonte accademica, ma è uno studio in vitro su cheratinociti in coltura (19): misura la velocità di conversione in laboratorio, non un risultato clinico. Ciò che i trial clinici confermano è più sobrio e più utile: un solo passaggio enzimatico, efficacia confrontabile con l'acido retinoico, tolleranza migliore (11,12,13).
    • L'acido L-ascorbico al 15–20% e pH acido può pizzicare e non è la prima scelta per una pelle molto sensibile o con barriera compromessa (5). Una volta aperto, la formulazione di Skinceuticals non si ossida nei primi 3 mesi: se il siero diventa arancio scuro, la molecola non c'è più (2,4).
    • «Migliore tolleranza» non significa nessuna irritazione: la retinaldeide resta un retinoide e va introdotta con gradualità e con fotoprotezione quotidiana (12,16). La scala di concentrazioni serve esattamente a questo.

In entrambi i casi il punto non è il logo: è che esistono studi pubblicati sulla forma, sulla concentrazione e sulle condizioni di formulazione, e che le precisazioni si possono fare senza che il prodotto crolli. È questa la differenza tra un prodotto e uno pseudo-prodotto.

SkinCeuticalsvitamina C · studi sul prodotto
Pinnell 2001Penetrazione: pH < 3,5 · 10–20%
Lin 2005C + E + acido ferulico: fotoprotezione ×2
Murray 2008Protezione dai danni UV su pelle umana
Chi li ha fattiPeer-reviewed, ma del gruppo che ha fondato il brand (Duke University)
L'Oréal · 2005formulazione brevettata · distribuzione medicale
Medik8retinaldeide · studi sulla molecola
Siegenthaler 1990In vitro: un solo passaggio verso l'acido retinoico
Saurat 1994 · Creidi 1998 · Fluhr 1999Effetti biologici, efficacia sulle rughe, tolleranza migliore
Kwon 2018RCT in doppio cieco: 0,05% e 0,1%
Chi li ha fattiGruppi accademici indipendenti (scuola di Ginevra), non il brand
Cosa aggiunge il brandStabilizzazione su tre livelli: complesso brevettato (2018) · ciclodestrine a rilascio graduale · airless. Scala di concentrazioni: 0,01% → 0,03 → 0,06 → 0,10 → 0,24%
L'Oréal · 2025maggioranza acquisita: segnale di mercato.
Due strade, un criterio: la prova esiste e si può leggere.
Per chi compra, la letteratura sulla molecola non dipende da chi la vende. Fonti numerate nell'articolo.

IL METODO

Obiettivo, barriera, gradualità, protezione: come si costruisce una routine

Una molecola con evidenza non basta se viene inserita a caso. Ogni raccomandazione che facciamo, in cabina o in consulenza, segue lo stesso ordine, e lo stesso ordine puoi pretenderlo da chiunque ti consigli un prodotto:

    • Obiettivo. Cosa vuoi cambiare, e in quanto tempo? Fotoinvecchiamento, luminosità, texture e tono non si trattano con la stessa molecola né con gli stessi tempi. Senza obiettivo non esiste criterio di scelta.
    • Stato della barriera. Una pelle con barriera compromessa (secchezza, bruciore, rossore, dermatite attiva, trattamenti recenti) non tollera pH acidi né retinoidi: prima si ripristina, poi si attiva. È il passaggio che più spesso viene saltato, ed è il motivo per cui «la vitamina C mi irrita» (5,12).
    • Gradualità. Un attivo alla volta, a giorni alterni, con concentrazione crescente. La retinaldeide si introduce 2 sere a settimana e si sale nell'arco di 4–6 settimane; l'acido L-ascorbico si testa prima su una zona limitata. La tolleranza si costruisce, non si spera (12,13,16).
    • Protezione. Nessun retinoide senza fotoprotezione quotidiana; la vitamina C si applica al mattino sotto la protezione solare, perché la potenzia ma non la sostituisce (6,7).

Se chi ti consiglia un prodotto salta uno di questi quattro passaggi, non è il prodotto il problema.

PER IL PAZIENTE

Le cinque domande da fare a chi ti consiglia un prodotto

Non devi diventare un chimico. Ti bastano cinque domande, e la qualità delle risposte. Un professionista serio sarà contento di rispondere.

    • 1. Che forma di vitamina C (o di vitamina A) contiene? Acido L-ascorbico libero o un derivato? Retinaldeide, retinolo o un estere? Una buona risposta nomina la molecola, non «vitamina C pura» (1,2,16).
    • 2. A quale concentrazione, e a quale pH? Per l'acido L-ascorbico la letteratura indica 10–20% e pH inferiore a 3,5 (1); per la retinaldeide 0,05–0,1% (13,15). «Non lo so» è una risposta onesta; «non conta» no.
    • 3. Come è stabilizzato, e come capisco se si è ossidato? Una buona risposta parla di packaging opaco o airless, antiossidanti di supporto e cambio di colore (2,4,6).
    • 4. Quali studi lo sostengono, e chi li ha fatti? Studi sul prodotto o sulla molecola? Indipendenti o del brand? Non serve un elenco: basta che sappia la differenza.
    • 5. Con la mia pelle, da dove partiamo e come saliamo? Se la risposta non passa da obiettivo, stato della barriera, gradualità e protezione, manca il metodo, non il prodotto.

Le stesse domande, con le risposte che dovresti aspettarti e i segnali d'allarme, le trovi nella Guida al Consulto: un PDF gratuito da portare con te, in studio o in negozio. Falle anche a noi.

Quando evitare o farsi guidare: pelle molto sensibile o reattiva, dermatite in fase attiva, gravidanza e allattamento (per la vitamina A) o in concomitanza con trattamenti che alterano la barriera cutanea. L'aspettativa da correggere: vitamina C e vitamina A non risolvono tutto. Agiscono su qualità della pelle, fotoinvecchiamento e luminosità; non sostituiscono la fotoprotezione né i trattamenti ambulatoriali quando servono.

1
Forma
«Che forma di vitamina C (o A) contiene esattamente?»
Buona risposta: Una molecola con nome, non «pura»
Allarme: «Vitamina C pura», «di ultima generazione»
2
% e pH
«A quale concentrazione, e a quale pH?»
Buona risposta: Numeri, collegati alla tua pelle
Allarme: «Il pH non conta», «più alta è, meglio è»
3
Stabilità
«Come è stabilizzato, e come capisco se si è ossidato?»
Buona risposta: Packaging, colore, data di apertura
Allarme: Flacone trasparente già scuro; «non si ossida mai»
4
Studi
«Quali studi lo sostengono, e chi li ha fatti?»
Buona risposta: Prodotto o molecola? Indipendenti o del brand?
Allarme: «Clinicamente testato» e basta
5
Metodo
«Con la mia pelle, da dove partiamo e come saliamo?»
Buona risposta: Obiettivo → barriera → gradualità → protezione
Allarme: «Usalo tutte le sere da subito»; niente SPF
Guida al ConsultoLe stesse domande con le risposte attese e i segnali d'allarme: PDF gratuito da portare in studio, in farmacia, in istituto.

PER I PROFESSIONISTI

Per chi lavora in ambito di estetica medicale: le stesse domande, dall'altra parte del tavolo

I pazienti arrivano sempre più informati, e chiedono forma, concentrazione, pH, studi. È una buona notizia: chi lavora con formulazioni sostenute da letteratura ha le risposte pronte e ne esce rafforzato. Chi non le ha, lo scopre davanti al paziente.

L'errore più comune, in questo scenario, è commerciale: scegliere una linea «esclusiva» e poco conosciuta perché garantisce margini di profitto più alti e non si trova online, a scapito di un brand autorevole che offre margini inferiori. Funziona finché nessuno fa domande.

Il criterio corretto è un altro. Un centro di estetica medicale dovrebbe scegliere lo skincare in base alla scientificità e all'autorevolezza del brand, per essere coerente con la propria professione su tutta la linea:

    • la formulazione rispetta la fisiologia della pelle (forma, pH, stabilità) e lo dimostra con studi pubblicati
    • il brand ha un posizionamento coerente con l'ambito medicale
    • ogni raccomandazione segue lo stesso metodo: obiettivo, stato della barriera, gradualità, protezione
    • il professionista sa rispondere alle cinque domande del paziente senza irrigidirsi, perché sono le sue

Il brand skincare autorevole non serve tanto a incrementare il guadagno sul prodotto: rafforza la competenza percepita e la serietà del professionista. Un paziente che trova online lo stesso prodotto che gli hai consigliato non ti sta scavalcando: sta verificando che gli hai consigliato qualcosa di vero.

Warning

IMPORTANTE: Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una valutazione. Le indicazioni sui prodotti non costituiscono una prescrizione: forma, concentrazione e frequenza d'uso vanno definite con un professionista qualificato in base alla propria pelle.

DOMANDE FREQUENTI

Le domande più frequenti

Q: La vitamina C «stabilizzata» dei derivati è meglio dell'acido L-ascorbico?

A: È più stabile, non più efficace. I derivati devono essere convertiti in acido ascorbico dalla pelle e per molti mancano studi clinici solidi; nello studio di riferimento sulla penetrazione non hanno aumentato i livelli cutanei di vitamina C (1,2,3).

Q: Come capisco se il mio siero alla vitamina C si è ossidato?

A: L'acido L-ascorbico ossidato vira verso il giallo-arancio scuro o il marrone e perde attività. Flacone opaco, erogatore airless e confezioni piccole aiutano a limitare il problema (2,4).

Q: Retinolo o retinaldeide?

A: La retinaldeide è a un solo passaggio dall'acido retinoico, ha trial clinici sulle rughe e una tolleranza migliore dell'acido retinoico (12,13,15). Il retinolo funziona, ma richiede concentrazioni più alte e più tempo (10,18). In entrambi i casi la stabilità della formula è decisiva (16).

Q: Posso usare vitamina C e retinaldeide insieme?

A: In genere sì: vitamina C al mattino, sotto la protezione solare, e retinaldeide la sera, iniziando con gradualità. In caso di pelle sensibile, chiedi a un professionista.

Q: Dermavision vende i prodotti di cui parla?

A: Oggi no. Abbiamo distribuito Medik8 per la Svizzera fin dai primi anni del brand (fondato nel 2009) e fino al 2018; SkinCeuticals viene utilizzato nel nostro centro. Lo dichiariamo in ogni contenuto in cui li nominiamo: la trasparenza prima dell'interesse commerciale, presente o passato, è la condizione per essere creduti quando diciamo cosa funziona e cosa va precisato.

Q: Perché SkinCeuticals non si trova nei centri estetici?

A: Il brand ha scelto una distribuzione in ambito medicale, coerente con gli studi clinici su cui si basa. È una scelta di posizionamento, non di esclusiva commerciale: il prodotto si trova anche online.

DERMAVISION EDU

Il passo successivo

Per professionisti

Vuoi scoprire di persona i protocolli, le tecnologie e i flussi di lavoro?

Per clienti privati

Sieti pronti per un programma individuale in base al tipo di pelle e agli obiettivi?

Referenze

  1. Pinnell SR, Yang H, Omar M, Monteiro-Riviere N, DeBuys HV, Walker LC, et al. Topical L-ascorbic acid: percutaneous absorption studies. Dermatol Surg. 2001 Feb;27(2):137–42. PubMed PMID: 11207686.
  2. Stamford NP. Stability, transdermal penetration, and cutaneous effects of ascorbic acid and its derivatives. J Cosmet Dermatol. 2012 Dec;11(4):310–7. doi:10.1111/jocd.12006 PubMed PMID: 23174055.
  3. Enescu CD, Bedford LM, Potts G, Fahs F. A review of topical vitamin C derivatives and their efficacy. J Cosmet Dermatol. 2022 Jun;21(6):2349–59. doi:10.1111/jocd.14465 PubMed PMID: 34559950.
  4. Pullar JM, Carr AC, Vissers MCM. The Roles of Vitamin C in Skin Health. Nutrients. 2017 Aug 12;9(8):866. doi:10.3390/nu9080866 PubMed PMID: 28805671; PubMed Central PMCID: PMC5579659.
  5. Al-Niaimi F, Chiang NYZ. Topical Vitamin C and the Skin: Mechanisms of Action and Clinical Applications. J Clin Aesthet Dermatol. 2017 Jul;10(7):14–7. PubMed PMID: 29104718; PubMed Central PMCID: PMC5605218.
  6. Lin FH, Lin JY, Gupta RD, Tournas JA, Burch JA, Selim MA, et al. Ferulic acid stabilizes a solution of vitamins C and E and doubles its photoprotection of skin. J Invest Dermatol. 2005 Oct;125(4):826–32. doi:10.1111/j.0022-202X.2005.23768.x PubMed PMID: 16185284.
  7. Murray JC, Burch JA, Streilein RD, Iannacchione MA, Hall RP, Pinnell SR. A topical antioxidant solution containing vitamins C and E stabilized by ferulic acid provides protection for human skin against damage caused by ultraviolet irradiation. J Am Acad Dermatol. 2008 Sep;59(3):418–25. PubMed PMID: 18603326.
  8. Humbert PG, Haftek M, Creidi P, Lapière C, Nusgens B, Richard A, et al. Topical ascorbic acid on photoaged skin. Clinical, topographical and ultrastructural evaluation: double-blind study vs. placebo. Exp Dermatol. 2003 Jun;12(3):237–44. doi:10.1034/j.1600-0625.2003.00008.x PubMed PMID: 12823436.
  9. Maloney et al. A Closer Look at Penetration: The Efficacy Gap in Vitamin C Products. J Cosmet Dermatol. 2026. doi:10.1111/jocd.70851 PubMed PMID: 41930638; PubMed Central PMCID: PMC13047718.
  10. Kang S, Duell EA, Fisher GJ, Datta SC, Wang ZQ, Reddy AP, et al. Application of retinol to human skin in vivo induces epidermal hyperplasia and cellular retinoid binding proteins characteristic of retinoic acid but without measurable retinoic acid levels or irritation. J Invest Dermatol. 1995 Oct;105(4):549–56. doi:10.1111/1523-1747.ep12323445 PubMed PMID: 7561157.
  11. Saurat JH, Didierjean L, Masgrau E, Piletta PA, Jaconi S, Chatellard-Gruaz D, et al. Topical retinaldehyde on human skin: biologic effects and tolerance. J Invest Dermatol. 1994 Dec;103(6):770–4. PubMed PMID: 7798613.
  12. Fluhr JW, Vienne MP, Lauze C, Dupuy P, Gehring W, Gloor M. Tolerance profile of retinol, retinaldehyde and retinoic acid under maximized and long-term clinical conditions. Dermatology. 1999;199 Suppl 1:57–60. doi:10.1159/000051381 PubMed PMID: 10473963.
  13. Creidi P, Vienne MP, Ochonisky S, Lauze C, Turlier V, Lagarde JM, et al. Profilometric evaluation of photodamage after topical retinaldehyde and retinoic acid treatment. J Am Acad Dermatol. 1998 Dec;39(6):960–5. PubMed PMID: 9843009.
  14. Diridollou S, Vienne MP, Alibert M, Aquilina C, Briant A, Dahan S, et al. Efficacy of topical 0.05% retinaldehyde in skin aging by ultrasound and rheological techniques. Dermatology. 1999;199 Suppl 1:37–41. PubMed PMID: 10473959.
  15. Kwon HS, Lee JH, Kim GM, Bae JM. Efficacy and safety of retinaldehyde 0.1% and 0.05% creams used to treat photoaged skin: A randomized double-blind controlled trial. J Cosmet Dermatol. 2018 Jun;17(3):471–6. doi:10.1111/jocd.12551 PubMed PMID: 29663701.
  16. Sorg O, Antille C, Kaya G, Saurat JH. Retinoids in cosmeceuticals. Dermatol Ther. 2006 Sep-Oct;19(5):289–96. doi:10.1111/j.1529-8019.2006.00086.x PubMed PMID: 17014484.
  17. Mukherjee S, Date A, Patravale V, Korting HC, Roeder A, Weindl G. Retinoids in the treatment of skin aging: an overview of clinical efficacy and safety. Clin Interv Aging. 2006;1(4):327–48. doi:10.2147/ciia.2006.1.4.327 PubMed PMID: 18046911; PubMed Central PMCID: PMC2699641.
  18. Kong R, Cui Y, Fisher GJ, Wang X, Chen Y, Schneider LM, et al. A comparative study of the effects of retinol and retinoic acid on histological, molecular, and clinical properties of human skin. J Cosmet Dermatol. 2016 Mar;15(1):49–57. doi:10.1111/jocd.12193
  19. Siegenthaler G, Saurat JH, Ponec M. Retinol and retinal metabolism. Relationship to the state of differentiation of cultured human keratinocytes. Biochem J. 1990 Jun 1;268(2):371–8. PubMed PMID: 2163611; PubMed Central PMCID: PMC1131442.
  20. Pechère M, Pechère JC, Siegenthaler G, Germanier L, Saurat JH. Antibacterial activity of retinaldehyde against Propionibacterium acnes. Dermatology. 1999;199 Suppl 1:29–31. PubMed PMID: 10473957.